Ci sono momenti che rimarranno per sempre e quello di Sabato 28 marzo 2026 per Il Bar del Cult è uno di quelli. Renato Pozzetto ha presenziato all’inaugurazione della mostra di locandine e manifesti a lui dedicata presso la Biblioteca Comunale di Gemonio, paese molto caro all’attore milanese, che proprio qui passò la sua infanzia in tempo di guerra.

Organizzata da Il Bar del Cult, curata personalmente dal fondatore Rocco De Vito, con la collaborazione dei ragazzi de L’angolo del Manifesto di Moncalieri Giorgio Peirone e Cristiano Fornaresio e coordinata da Gianni Pozzi insieme all’Amministrazione comunale di Gemonio, la mostra raccoglie oltre 70 pezzi tra locandine e manifesti, foto di scena e oggettistica, che ripercorrono la carriera di Renato.

Rocco De Vito: “Sapevamo già da qualche giorno che Renato sarebbe venuto all’inaugurazione. Ci teneva molto ad esserci nonostante gli acciacchi della vita e tutte le problematiche di salute che purtroppo lo accompagnano da qualche anno. E’ stato contento di vedere tutte quelle locandine che lo ritraggono nelle maniere più disparate ed è stato bello poterle commentare insieme.
Questo, da quando siamo nati come progetto, è sicuramente uno dei momenti più alti. Sono convinto che con la passione e la perseveranza, si riescono ad ottenere grandi risultati. Se siamo qui oggi è grazie a questo”
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Davanti ad un pubblico di circa 60 persone, arrivate da diverse parti d’Italia, Pozzetto si è lasciato trasportare dai ricordi attraverso un’intervista moderata da Rocco De Vito, Damiano Franzetti di Varese News e Gianni Pozzi.

Tra le tante cose raccontate si sofferma su qualche dinamica legata al mondo del cinema raccontandola con la verve che lo ha sempre contraddistinto:

«Ricordatevi che quando guardate un film c’è tanto lavoro ma anche finzione alle spalle. Qualche volta si esce dal copione ma di solito è quasi tutto scritto. Ma la Fenech nella vasca ha aggiunto rispondendo a una domanda – era verissima».
E ancora: «Sicuramente il film al quale sono più legato è Il Ragazzo di Campagna diretto da Castellano e Pipolo, però, vedendo ora il manifesto che ho qui davanti, devo dire che non è molto bello» (ride)

Continua De Vito: “Renato è molto legato a questa terra e al Lago Maggiore, ci sembrava un doveroso omaggio ad un attore che per decenni ha accompagnato, con i suoi film, intere generazioni. Gente come me, nata nel 1984, è cresciuta a Pane e Pozzetto. Insieme a molti altri è stato un’artista capace di far ridere ed emozionare allo stesso te”.

La mostra sarà visitabile fino al 16 maggio, gli orari sono quelli della Biblioteca di Gemonio.

I progetti de Il Bar del Cult vanno avanti. Prossimo appuntamento per gli amanti del cinema il 30 e il 31 Maggio alla prateria di Domodossola per il festival dedicato a Bud Spencer e Terence Hill.